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Diabete

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    Diabete

    Esiste una correlazione bidirezionale tra diabete e malattia parodontale.

    La parodontite è una complicazione del diabete, ed è presente con più gravità e 2-3 volte più frequentemente in questi malati, specialmente quando hanno uno scarso controllo glicemico. Nel diabete non controllato infatti la parodontite procede 4 volte più velocemente rispetto ai soggetti sani, inoltre la sua terapia è meno efficace, specie nei pazienti obesi. Il problema infatti non è tanto il diabete, quanto il suo controllo corretto in termini di glicemia e incremento ponderale.  

    L’azione combinata e coordinata dentista-medico permetterebbe innanzitutto di identificare precocemente l’una o l’altra patologia, ma anche di migliorare non solo la salute orale ma anche quella sistemica. “Anche se ancora saranno necessari studi in questa direzione, c’è un’evidenza crescente che la cura della malattia parodontale porterà a un controllo glicemico migliore rispetto alla sola terapia convenzionale, quantomeno in alcuni pazienti, cioè  i prediabetici, quelli non obesi e quelli nei quali il diabete non è presente da lungo tempo” commenta Thomas Kocher, Direttore dell’Unità di Periodonzia della Dental School di Greifswald, Germania.  

    E’ sempre necessaria una gestione congiunta medico-dentista di prevenzione e terapia dei diabetici con malattia parodontale, in particolare quando bisogna programmare impianti ed estrazioni strategiche. “E’ consigliabile trattare un paziente diabetico al mattino, e dare mezza dose di insulina prima dell’intervento, non la dose intera” suggerisce Baptist Gallwitz,vice presidente dell’Associazione diabetici tedesca (DDG). E’ necessario stabilire se debba anche essere compito del dentista quello di fare una consulenza sullo stile di vita (invitando a smettere di fumare, a praticare attività fisica, a ridurre il peso in caso di obesità) per contenere il rischio di parodontite e diabete 2.  La parodontite può infine essere correlata a un basso livello di vitamina D, per cui può essere valutata anche una sua supplementazione o semplicemente l’invito al paziente a stare di più all’aria aperta esponendosi ai raggi solari. 

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